Tra le responsabilità maggiori dell’Umanità vi è senz’altro il rispetto e la preservazione della Natura, al fine di trasmetterla integra, o almeno con le caratteristiche con cui l’ha ereditata, alle generazioni future.
In quest’ottica, molti Enti ed Associazioni nazionali o internazionali hanno iniziato da tempo una lotta contro tutte le forme di inquinamento, prodotte dall’Umanità medesima, che attentano a questo scopo.
Tra le forme di inquinamento, sebbene la maggioranza delle persone ne ignori l’esistenza, è da annoverare, senza dubbio, anche quello luminoso.
In generale, si può definire inquinamento luminoso (I.L.) tutto ciò che rompe il naturale equilibrio giorno-notte, luce-buio; da questo punto di vista, dunque, sono da ritenersi "inquinanti" tutte le fonti luminose artificiali (lampioni stradali, torri-faro, globi, insegne luminose).
In senso più squisitamente tecnico, invece, con il termine I.L. è da intendersi ogni forma di radiazione luminosa che si disperda al di fuori delle aree cui essa è funzionalmente dedicata.
La storia dell'I.L. artificiale inizia con la scoperta del fuoco; tuttavia, sebbene segua passo passo il lento evolversi delle civiltà, fino all’invenzione delle lampade elettriche, il problema I.L. non fu sentito.
Infatti, la scoperta della lampada elettrica ad incandescenza (Thomas Alva Edison, 1879), unita a quella della pila da parte di Alessandro Volta (1800), da cui partì l’elettrotecnica moderna, ed ai grandi progressi compiuti in tutto l’800 grazie ad Ampere, Faraday, Maxwell e culminati nella realizzazione della prima macchina elettrica (1830) e del primo generatore elettrico in corrente alternata (1883) che diedero inizio alla produzione di energia elettrica su grande scala, dà il via al concetto moderno di illuminazione e segna, quindi, anche l’inizio dell'I.L.
Nel 1930-35 arrivano anche le lampade a scarica di gas.
Inizia così la corsa verso quello sviluppo irrazionale ed incontrollato dell’illuminazione per esterni, talvolta motivato da mere esigenze estetiche e talvolta dall’erroneo binomio più luce = più sicurezza (ben diverso da più luce dove occorre = più sicurezza).
Al tasso odierno di crescita dell’illuminazione per esterni (più che esponenziale) si stima che, entro il 2025, nel 95% del territorio italiano le notti saranno luminose come quelle che si hanno attualmente nei centri delle città.
Pertanto, se da un lato è inconfutabile che l’uomo moderno non può fare a meno delle fonti luminose (nessuno infatti si pone l’obiettivo di farlo tornare al buio più completo), dall’altro è, però, necessario intraprendere una politica energetica e d’illuminazione di nuova concezione.
L'I.L. artificiale, cui va sommato quello naturale dovuto alla luce del cielo notturno e principalmente a stelle, aurore, luce zodiacale, può essere:
a) I.L. e cultura del cielo.
L’effetto più immediato e tangibile dell'I.L. è la cancellazione della visione notturna e la conseguente perdita della cultura del cielo (nella Dichiarazione Universale dei Diritti delle Generazioni Future, l’UNESCO ha dichiarato il cielo notturno patrimonio dell’Umanità da preservare integro e visibile alle future generazioni).
Chi vive in città non ha idea della bellezza e ricchezza del firmamento: a Los Angeles quando nel '94, a causa del terremoto, ci fu un blackout dell’energia elettrica gli istituti scientifici furono tempestati di telefonate da parte di gente stupefatta per la visione di quel cielo pieno di "puntini luminosi".
Guardando la volta celeste dalle nostre città, viene da domandarsi cosa avrebbero scoperto sull’Universo che ci circonda gli antichi popoli, quali Caldei, Babilonesi, Greci che hanno posto le basi dell’Astronomia moderna o i vari Copernico, Keplero, Galileo (il cui strumento di osservazione era l’occhio nudo) se il loro "cielo" fosse stato uguale al "nostro".
Nelle città si è creata, ormai, una sorta di notte diurna; fuori da esse, la situazione migliora leggermente, ma il fenomeno della diffusione (scattering) da parte dell’atmosfera terrestre favorisce comunque la diffusione di luce parassita, tanto più, quanto maggiore è l’inquinamento atmosferico.
b) I.L. ed osservatori astronomici.
I.L. significa perdita di efficienza da parte degli osservatori scientifici professionali o per contro l’esigenza di collocarli in alta montagna o nelle zone buie del Pianeta, come le Ande Cilene o le Isole Canarie; o, ancora, per chi fa dell’Astronomia un passatempo, decine di km da fare per raggiungere siti osservativi appena decenti.
c) I.L. ed ecosistema ambientale.
I.L. significa stravolgimento dell’ecosistema ambientale.
Il ciclo del giorno e della notte ha plasmato per centinaia di milioni di anni l’evoluzione della Terra; l’uomo sta facendo di tutto per modificarlo e questo non può che produrre danni ambientali enormi ed irreversibili.
Alcuni degli effetti dell'I.L. sugli animali sono ben visibili a tutti: per esempio su quelle specie di uccelli che usano l’orientamento astronomico nelle loro migrazioni (notturne) e che, attratti da grandi fonti luminose artificiali, modificano i loro percorsi o decidono addirittura di passare l’inverno in posti assolutamente inadatti.
In Italia è eclatante l’effetto devastante prodotto a tal proposito dall’aeroporto di Malpensa, come denunciato anche dalla LIPU e da altre Associazioni ambientaliste.
È, poi, sintomatica la decisione dei proprietari dei grattacieli di Chicago che, nella stagione delle migrazioni, hanno deciso di abbassare il livello dell’illuminazione dei medesimi; cosa analoga è stata fatta per l’Empire State Building di New York.
Vi è poi l’effetto sulle piante: una Pianta ha bisogno di seguire un proprio ritmo biologico; di giorno svolge la funzione di assorbire l’anidride carbonica trasformandola in sostanze nutrienti ed emettendo ossigeno; di notte il ciclo si inverte e la pianta si "purifica" assumendo ossigeno ed espellendo anidride carbonica.
In presenza di illuminazione notturna ciò non avviene.
Questo porta la pianta a "sballare" il proprio ritmo, si alterano le funzioni clorofilliane, vengono prodotti enzimi in momenti in cui il sistema dovrebbe andare in riposo, calano le difese. La Pianta non è più sana e quindi non riesce a contrastare i parassiti.
Per arginare il fenomeno vengono utilizzati trattamenti chimici o altro che servono a fronteggiare i malanni occasionali ma non certo a rimuovere le cause.
Si aggiunga, poi, che le luci scaldano l’ambiente, modificano l’ecosistema ed in questa situazione alcuni parassiti riescono a prosperare comodamente e ad avere un periodo di attività molto più prolungato.
Sono sempre più numerosi gli studi effettuati dai ricercatori di tutto il mondo per evidenziare l’effetto dell'I.L. sul comportamento di varie specie animali o vegetali.
A titolo d’esempio, si riportano qui di seguito i risultati di 2 di essi:
- Witherington (1992) ha studiato il comportamento delle tartarughe di mare nella deposizione delle uova in presenza di luce artificiale, in particolare di 2 specie di testuggini marine (Caretta Caretta o tartaruga verde e Chelonia Mydas o tartaruga di mare), che nidificano di notte. Witherington ha isolato 2 tratti di spiaggia nelle zone dove nidificano naturalmente le 2 specie, rispettivamente in Florida e Costa Rica e qui ha effettuato esperimenti al buio e con illuminazione prodotta da lampade ai vapori di mercurio ed al sodio a bassa pressione.
Lo studio ha evidenziato che, in un’area di circa 50 m intorno al lampione con le lampade ai vapori di mercurio, il numero di tartarughe che si annidavano era incredibilmente ridotto, meno marcatamente nei pressi di quelli con lampade al sodio a bassa pressione.
Inoltre, riscontrò, che nel ritorno verso l’Oceano, gli animali non seguivano il percorso usuale più diretto.
La spiegazione di ciò è dovuta, secondo il ricercatore, al fatto che le radiazioni emesse dalle lampade ai vapori di mercurio interferiscono con lo spettro di sensibilità visiva delle tartarughe, che confondono le luci delle lampade con quella diurna.
- Uno studio condotto presso il dipartimento di biologia dell’Università di Padova su due piante di Magnolia Grandiflora L. presenti nell’orto botanico della città, ha evidenziato una diminuzione dell’efficienza fotosintetica delle foglie direttamente illuminate da una lampada ai vapori di mercurio: per far ciò, sono stati condotti esperimenti per circa un anno, prelevando campioni delle piante sia nelle zone direttamente illuminate che nelle zone al buio.
È risultato evidente che la presenza di una sorgente luminosa in prossimità della pianta, causa uno stress alle foglie direttamente esposte alla luce, alterandone il normale processo fotosintetico.
d) I.L., dispendio economico ed inquinamento atmosferico.
I.L. significa dispendio economico ed inquinamento atmosferico.
La Commissione Nazionale sull’Inquinamento Luminoso dell’Unione Astrofili Italiani ha stimato che almeno il 25% dell’energia luminosa emessa dagli impianti pubblici e privati è dispersa verso l’alto, vale a dire non assolve il compito per la quale è concepita (illuminare verso il basso!).
Il risparmio economico di energia elettrica stimato, in Italia, nel caso di attuazione di un piano pluriennale sull’abbattimento di tale spreco è di circa 232.500 euro l’anno.
L’energia luminosa dispersa direttamente nello spazio, escluso il flusso riflesso dal suolo, da un Paese come l’Italia è pari a circa 1.8 miliardi di KWh; portando direttamente in conto il rendimento sia delle linee elettriche di distribuzione che delle centrali termoelettriche ed ipotizzando di bruciare olio combustibile a tenore di zolfo trascurabile (86% di carbonio e 14% di idrogeno), dalla reazione di combustione deriva un’emissione nell’atmosfera di 1.4 milioni di t di anidride carbonica e 1.5 milioni di t di ossigeno bruciato.
Estrapolando tali valori a tutta la popolazione della Terra e dividendo per 2 (in alcune zone del Pianeta l'I.L. è sicuramente ridotto), si avrebbe un abbassamento dell’emissione di anidride carbonica pari a 75 milioni di t, del quale è facile immaginare i benefici ecologici.
A tal proposito, è stata recentemente promossa un’iniziativa della Commissione Europea denominata "Programma Greenlight"; si tratta di un’iniziativa volontaria di prevenzione dell’inquinamento che vuole incoraggiare i consumatori non residenziali (pubblici e privati) di elettricità ad impegnarsi nei confronti della Commissione Europea ad installare tecnologie di illuminazione efficienti da un punto di vista energetico ogniqualvolta siano economicamente convenienti, mantenendo o migliorando la qualità dell’illuminazione.
Obiettivo del programma Greenlight, avviato il 7 febbraio 2000, è ridurre il consumo di energia per illuminazione interna ed esterna in tutta Europa, ottenendo così una riduzione delle emissioni inquinanti ed un contenimento del riscaldamento globale.
Il programma Greenlight è supportato attivamente dalle Agenzie nazionali di 14 Paesi Europei e per l’Italia dalla FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia)- www.eu-greenlight.org, www.fire-italia.it.
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