Come si è già accennato, il riflettore da 50cm costituisce lo strumento principe dell’osservatorio. Ad esso si affianca un telescopio ausiliario di tipo Schmidt-Cassegrain del diametro di 20cm, utilizzato per il puntamento e la guida, nonché per l’osservazione del sole attraverso filtri di Mylar a tutta apertura.
Con una lunghezza focale di ben 9 metri, il telescopio principale si presta soprattutto a quelle osservazioni in cui va privilegiato il forte ingrandimento, a scapito di un grande campo visivo. Nonostante tale limitazione, la scelta della configurazione ottica di tipo Cassegrain si è rivelata nel tempo un giusto compromesso tra le esigenze dell’osservazione generica ad uso dei visitatori e delle scolaresche, e quelle dello studio scientifico vero e proprio. Infatti, oggetti di grande impatto visivo come pianeti e ammassi stellari risaltano splendidamente nell’osservazione attraverso tale sistema ottico, e sono allo stesso tempo tra gli obiettivi di massimo interesse dello staff tecnico dell’osservatorio.
Si vuole ricordare come ai tempi della sua progettazione, tale telescopio era all’avanguardia nell’intero territorio nazionale, vuoi per le dimensioni ottiche, che lo ponevano tra i primi nel panorama italiano degli strumenti non professionali, vuoi per le soluzioni elettromeccaniche adottate, e soprattutto per l’elettronica digitale di supporto al controllo automatico delle funzioni e del movimento.
Il secondo telescopio, un riflettore da 30cm alloggiato nella seconda cupola più piccola, viene significativamente a completare il primario, con un sistema ottico doppio facilmente intercambiabile. Con i suoi 8 metri di lunghezza focale della configurazione Cassegrain ed i 1500mm al fuoco Newton, esso si presta ad una grande molteplicità di applicazioni, sia visuali che fotografiche. Anche per questo telescopio sono state introdotte delle innovazioni tecniche, che ne fanno un piccolo gioiello di meccanica di precisione, ad uso di specialisti di ogni livello.
Nel corso degli anni, il parco strumentale dell’OACL si è arricchito di nuove apparecchiature che ne hanno aumentato notevolmente le potenzialità di lavoro. Per la gentile donazione del Comune di Mosciano Sant’Angelo, ci si è potuti dotare di un elaboratore elettronico, indispensabile in ogni settore di lavoro di routine, dalla programmazione scientifica alla didattica mediante supporti informatici.
Due altri strumenti non hanno mancato di suscitare grande interesse tra gli utenti dell’osservatorio: la grande antenna parabolica per la ricezione in tempo reale delle immagini del satellite meteorologico Meteosat, ed un sensibilissimo sismografo elettronico di concezione moderna, assemblato dai tecnici dello staff. Si tratta di due strumenti che permettono di allargare il discorso scientifico a due interessantissime discipline in un certo senso collaterali all’astronomia, e che riscuotono un particolare successo tra i visitatori e gli studenti.
Va annoverata la fase di ultimazione di un fotometro fotoelettrico digitale a conteggio di fotoni, strumento attraverso il quale il settore di ricerca dell’OACL potrà porsi su un piano operativo di qualità pari allo standard professionistico, in molte aree che vanno dalla fisica stellare alle scienze planetarie. In ultimo va menzionato l’ultimo strumento giunto ad arricchire il parco strumentale, una camera CCD ST8 che ha notevolmente ampliato le potenzialità operative dell’osservatorio.
È di prossima apertura, nella struttura che ospiterà il planetario, un museo di fossili, rocce e minerali: il tutto per contemplare un discorso didattico più incisivo verso la collettività e le scolaresche.
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