Nascita di un'idea

Origini del progetto

Il progetto iniziale dell’Osservatorio Astronomico Colle Leone risale all’autunno del 1979. Esso venne a coronare, per desiderio del suo principale ideatore ed artefice Fausto Marini, una lunga passione per l’astronomia ed i suoi strumenti, nata e inizialmente coltivata molti anni addietro nel lontano Sud America.

Osservatorio Colle Leone

Lo spirito che animava il progetto, e che tuttora rimane più che mai vivo e centrale, era quello di costituire un polo astronomico per la comunità di cultori delle Scienze Astronomiche, nonché per quella ancora più vasta di studenti, persone curiose o già in qualche modo interessate all’argomento. Un punto di riferimento, insomma, non solo per l’immediato circondario di Mosciano Sant’Angelo, residenza dell’impianto astronomico, ma per un’area la più vasta possibile dell’Italia centrale, ove far confluire e dare adeguato risalto a quelle attività quali la didattica, la divulgazione, ed anche e soprattutto il "primo" incontro con l’Astronomia, che sono e devono essere parte integrante del ruolo che tale scienza gioca nell’evoluzione del pensiero moderno.

Obiettivi e struttura

A tal fine si optò per la realizzazione di una struttura logica di più ampio respiro rispetto a quella classica del solo "rifugio per telescopi": un impianto certamente più impegnativo su tutti i fronti, ma anche in grado di fare da adeguato supporto ad iniziative più ambiziose, quali un intenso programma di didattica "sul campo" per le scolaresche di ogni ordine e grado, l’organizzazione di meetings e conferenze a carattere tanto locale quanto nazionale, oltre che le capacità di fornire allo studioso un ambiente di lavoro vivibile ed autosufficiente ove protrarre senza limiti di tempo la propria attività di ricerca.

L’opera muraria si propose fin dall’inizio come un elemento di spicco nel panorama circostante, con un design avveniristico e originale, ma rigorosamente integrato nel carattere generale dell’ambiente, con il suo ampio giardino perimetrale e la felice scelta arborea che lo caratterizza. Il design interno e la razionalizzazione degli spazi, parimenti opera esclusiva del Marini, riflettono coerentemente le linee programmatiche dell’intero progetto, con uno stile però altamente peculiare che ne fanno una rarità nel panorama dell’architettura astronomica.

Realizzazione del telescopio

Ultimata la struttura verso la metà degli anni ottanta, un altro e ugualmente ambizioso progetto venne ad essere avviato: la costruzione ex-novo di un telescopio di considerevole apertura, tale da inserirsi quanto meno nella classe media per utilizzo ai fini di ricerca.

Telescopio dell’Osservatorio

La fase di progettazione vide un grande impegno da parte dell’intero staff dell’osservatorio per ideare un telescopio che venisse incontro alle esigenze specifiche di differenti campi di applicazione, utilizzando allo stesso tempo risorse purtroppo limitate di un budget costituito interamente dall’autofinanziamento. La scelta cadde infine su una combinazione ottica a riflessione, del noto tipo Cassegrain con specchio primario da 50cm di diametro, supportata da una moderna ed agile montatura a traliccio di grande efficacia ingegneristica nonché di eloquente suggestività estetica.

Tale strumento, degnamente alloggiato nella capace ed efficiente cupola principale dell’osservatorio, del diametro di ben cinque metri, divenne fin dall’autunno del 1988 il veicolo privilegiato attraverso cui dare inizio alla realizzazione del programma di routine.

La seconda cupola di cui è dotato l’edificio, del diametro di tre metri, fu destinata ad ospitare un secondo strumento sempre a riflessione, del diametro di 30cm, ideato per osservazioni sia notturne che solari, con strumenti ausiliari molto specializzati, e la cui recente ultimazione viene a completare il parco di strumenti di base contemplati nel progetto iniziale.

Segue: "La strumentazione scientifica"